Causa proteste degli animalisti, il governo di Tokyo ha deciso (notizia di pochi minuti fa) di interrompere almeno per quest'anno la battuta di caccia alle balene.
Tale paese giustifica questa pratica aberrante, che ogni anno vede come vittime cetacei anche in via di estinzione, con il motivo di "caccia a scopo scientifico" per poter aggirare la moratoria vigente.
Tuttavia gli attivisti animalisti di Australia e Nuova Zelanda hanno accentuato le loro proteste, tanto da far temere per l'incolumità dell'equipaggio della flotta cacciatrice.
Il governo di Canberra nel 2010 aveva già presentato una denuncia contro il Giappone presso il tribunale dell'Aia, proprio per cercare di far terminare per sempre questo continuo eccidio di balene nell'Antartico.
Un attivista di questa organizzazione ambientalista/animalista, Sea Shepherd, é stato condannato al carcere con la sospensione di due anni della pena per un'azione di disturbo contro una delle baleniere.
Pur comprendendo che le tradizioni popolari siano fondamentali da preservare in questo mondo sempre più globalizzato, in questo caso credo che siano solo una "maschera" per legittimizzare l'uccisione delle balene, in quanto prodotto pregiato e costoso, di cui può beneficiare la manufattura di quel paese.
Ma guardiamo indietro, senza la tecnologia attuale la caccia alle balene sarebbe stata anche ecocompatibile, in quanto era utilizzata per il sostentamento basilare dell'individuo, ma già dall' '800, con le prime innovazioni, questa caccia è diventata un vero e proprio sterminio, che mette in pericolo la sopravvivenza di più specie animali a scopo di lucro.
Speriamo che davvero questa, come molte altre pratiche orrorifiche nei confronti dell'ambiente e degli animali, possano essere fermate per sempre.
(fonte ANSA.it)
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