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giovedì 17 febbraio 2011

Tra il "giusto" e "l'ingiusto"... scene di ordinaria follia

Questa mia breve riflessione non vuol essere un pensiero  che esprime un'idea politica pituttosto che un'altra, è solo una constatazione di fatto che in questi giorni sembra che in molti abbiano smarrito il senso della liceità contrapposto a quello dell'illecito.
Come giustamente mi fanno notare i miei professori universitari la legge è un codice accettato da tutti (o dalla maggioranza organizzata, che si impone su una minoranza disorganizzata cit. Mosca) per uscire fuori dal cosidddetto "Stato di natura" (Hobbes).
Ebbene, stasera durante una trasmissione televisiva, ritenuta faziosa solo perchè cerca di scoprire la verità, ho sentito dire ad un ex ministro, nonchè ex presidente della Regione Lazio, nonchè attualmente deputato in Parlamento, che per lui "essere concusso" fa parte dell'ordinaria amministrazione.
Scusate lo sdegno che molti riterranno bigotto ( ma che così non è...) per un politico (un uomo che pratica la politica)che, non solo rende pubblica la pratica della concussione, ma addirittura la fa passare per una cosa normale!(quando invece da reo confesso avrebbe dovuto immediatamente scontare la parte dalle sua pena... ma si sà... in tv tutto è concesso).
Tradotto dal politichese, come il nostro amato "Papi", non solo ammette di aver commesso un illecito, ma ne fa anche un vanto!
Allora permettetemi la provocazione: come queste persone hanno il coraggio di condannare un malvivente, che magari è stato costretto a rubare per fame o per minacce riguardanti l'incolumità propria o dei suoi cari, quando poi l'illecito viene giustificato o minimizzato , o ancor peggio, fatto passare per generosità?
E non credo di meritare commenti sul fatto che stia esagerando, perchè sto riducendo due fatti estremamente gravi, seppure nella loro diversità , a come sono indicati dalla Legge (vedi sopra), ossia come reati penali.
Si può non credere alle parole di una ragazzina minorenne che potrebbe raccontare qualsiasi cosa, ma i fatti parlano chiaro, perchè ci sono dei bonifici e degli assegni? ( che valgono come prova di un trasferimento a livello di beni montari). Perchè non montare bene la scena, invece di far passare una raazza marocchina per una egiziana?
Io in tutto ciò non posso vedere solo il movente della generosità, anche perchè, sapendo che la persona in questione è minorenne (altrimenti perchè mandarla a prendere da una donna maggiorenne?), forse non è plausibile un  certo qual sentimento di paura di essere scoperto nell'illecito?
Ma tornando a noi, che differenza c'è tra il lecito e l'illecito, tra l'etico e il non etico, se tanto si sta strasmettendo  il modello che non implica una differenza poi così grave tra tali concetti?
A questo quesito i grandi filosofi e pensatori  potrebbero aver trovato una risposta... o forse no, visto che secondo Parmenide "l'essere è, il non-essere non  è", quindi questo può spiegare, giustificando che sia il lecito che l'illecito fanno parte della stessa categoria in quanto entità ontologiche esistenti?
No, non penso che si possa arrivare a tale paradosso... almeno tra persone che hanno una coscienza, anche minimamente critica.
Concludo qui, con le enormi perprlessità che sono sintomatiche della mia generazione, generazione che in parte assiste tranquilla alla legittimazione dell'illecito e lo prende come modello, o ancor peggio, come unica via per il futuro.Personalmente  non sono così, pensavo che fosse la normalità, ma a quanto pare è un'eccezione.

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